09/06/2016

Mobilità e comodità aiutano la diffusione dei pagamenti digitali


Tratto da: www.mediakey.tv

I servizi legati alla mobilità sono la chiave di volta per portare il mondo del Mobile Payment a una penetrazione capillare nel nostro paese. Questo uno dei tanti risultati che emergono da una survey resa pubblica oggi da Movincom, il consorzio torinese leader dei pagamenti mobile in Italia.



Il Consorzio ha realizzato la ricerca tra la fine di febbraio e l’inizio di aprile 2016, interpellando gli utenti di Bemoov, il circuito di mobile payment realizzato da Movincom nel 2010 che oggi conta oltre 100.000 iscritti e più di 1.200 servizi attivi in tutta Italia. Cifre che ne fanno la più diffusa piattaforma di mPayment disponibile sul territorio nazionale e la rendono una realtà rappresentativa del mercato dei pagamenti in mobilità, nel nostro paese.


La survey intendeva effettuare una “fotografia” del modo in cui gli italiani utilizzano i servizi di mobile payment e tracciare un profilo dell’utenza di questo tipo di pagamenti, per poter progettare prodotti e servizi sempre migliori e sempre più vicini alle reali esigenze delle persone.


Agli iscritti a Bemoov è stato chiesto di rispondere, compilando un questionario online, a 20 domande a risposta multipla, che spaziavano da semplici dati anagrafici (età, professione, componenti del nucleo familiare, ecc.), fino a informazioni più specifiche sul tipo di servizi utilizzati e sulla percezione che ciascuno di loro aveva del mobile payment.


Le risposte - rigorosamente anonime - sono poi state elaborate dagli esperti di Movincom e i risultati sono stati successivamente riassunti in un’infografica consultabile gratuitamente da oggi sul sito del Circuito.

Ne è emersa una preferenza chiara per i servizi legati alla mobilità (dai trasporti pubblici locali, ai treni, fino alla sosta) presenti non solo sull’intero podio dei servizi indicati come prioritari da chi utilizza il pagamento via smartphone, ma addirittura ai primi sette posti della classifica degli esercenti più utilizzati.

Primato confermato anche dai dati di utilizzo di Bemoov raccolti dal Consorzio Movincom, in base ai quali, solo nel 2015, ad esempio, sono stati pagati - attraverso le varie app cittadine nelle quali è integrata la piattaforma - oltre 106.000 ore di sosta sulle strisce blu o nei parcheggi in struttura. Un tempo equivalente a oltre 24 anni di parcheggio tutti i giorni dalle ore 8:00 alle 20:00.

Un dato che risulta ancora più interessante se incrociato con un’altra preferenza che si rileva dall’indagine: l’84,8% degli utenti, rispondendo alla domanda: “Quale aspetto del servizio consideri prioritario?” ha collocato il fattore comodità al primo posto rispetto ad altri elementi che intuitivamente sarebbero potuti sembrare più critici, quali ad esempio la sicurezza - comunque al secondo posto - o il risparmio.

La necessità di muoversi ogni giorno, per recarsi al lavoro, per svago, o per altri motivi pone i cittadini di fronte alla necessità di confrontarsi con una serie di incombenze che si ripresentano regolarmente nella vita quotidiana (pagamento del parcheggio sulle strisce blu, spostamenti con i mezzi pubblici, acquisto dei biglietti del treno, ecc) e che Bemoov permette di risolvere in modo semplice e veloce. La comodità e la semplicità di impiego, quindi, costituiscono uno degli elementi primari nella decisione di utilizzare il servizio.

“Questi risultati confermano che i costanti investimenti in ricerca che abbiamo effettuato in questi anni e che ci hanno consentito di coniugare in modo ottimale l’usabilità con l’estrema sicurezza delle transazioni sta incontrando il consenso dei nostri utenti. La maggior parte di loro, che utilizza giornalmente Bemoov per effettuare acquisti di titoli di viaggio o di altri beni e servizi, considera la sicurezza del sistema un fattore dato per certo che apprezza e mette in evidenza, invece, la semplicità d’uso e la velocità del servizio”, ha dichiarato Enrico Sponza, presidente di Movincom, commentando i risultati della survey. Non è un caso, infatti, che la sicurezza di Bemoov venga percepita dagli utenti come un dato di valore, ma ormai assodato: il circuito è in ampio vantaggio rispetto agli altri attori del mercato e già da tempo adotta i parametri di sicurezza voluti dall’UE e che in questi giorni anche Banca d’Italia ha deciso di rendere obbligatori per tutti (da settembre 2016).

Vi è però un altro fattore che favorisce la diffusione del MobilePayment: L’integrazione fra servizi diversi. Le città le cui amministrazioni hanno deciso di investire maggiori risorse nell’attivazione e nell’integrazione dei servizi, ossia dove sono presenti, all’interno del territorio, più servizi pagabili tramite smartphone (ad es: trasporti, zone blu e bollette delle utility) e che hanno investito sulla comunicazione rivolta al cittadino, sono quelle in cui gli abitanti utilizzano maggiormente gli strumenti di pagamento digitale.


L’esempio più evidente è Vicenza, città largamente MobilePayment-friendly - è possibile pagare bollette, trasporti, sosta, parcheggi e biglietteria museale attraverso le app del circuito, con un’unica iscrizione iniziale alla piattaforma Bemoov - dove oltre ⅓ dei cittadini che usano i mezzi acquista i biglietti o rinnova regolarmente l’abbonamento ai trasporti pubblici tramite smartphone. Il secondo posto va a Cagliari con una media del 14% di crescita mensile di iscritti al servizio di pagamento dei titoli di viaggio dell’azienda di trasporto pubblico locale. 57% il tasso di crescita medio del valore del transato via mobile di CTM Cagliari.

Dai dati della survey emerge in modo chiaro anche chi sono gli utenti che utilizzano il servizio: non sono solo i giovanissimi che dimostrano di avere dimestichezza con le nuove forme di pagamento, ma anche le fasce superiori di età. Oltre i ⅔ (81,2%) degli utilizzatori hanno infatti più di 36 anni. Un dato che conferma come questo genere di servizi sia ormai entrato nella quotidianità degli italiani e non sia più, come accadeva ancora qualche anno fa, una tecnologia utilizzata solo dai first movers.

“L’importanza strategica delle informazioni che l’analisi dei dati della nostra ricerca può fornire, per il miglioramento del nostro servizio e più in generale di tutti i servizi di mobile payment attualmente sul mercato”, sostiene Sponza, “è evidente. Tocca ora alle diverse realtà impegnate nel settore saperli sfruttare, per incoraggiare una maggiore diffusione delle alternative al contante e una progressiva riduzione del digital payment divide, nel nostro paese”.

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