Tra l’utile e il dilettevole c’è la gamification!

L’universo videoludico influenza sempre di più i modi di agire delle nuove generazioni nate nella cosiddetta era digitale e protagoniste di un grande boom di innovazioni.

Millennials e generazione Z vengono definiti ricettivi, di mentalità aperta, attratti da tutto ciò che porta freschezza e modernizzazione.

In questo contesto, è possibile fare marketing unendo l’utile al dilettevole?

Sì, con la gamification, ovvero l’applicazione di aspetti propri del gioco a contesti non giocosi. Il ricorso a elementi ludici per incentivare un comportamento o spingere il cliente verso una determinata azione, costruisce “giocando” un nuovo tipo di relazione brand-consumatore e grazie all’integrazione, sempre più importante, con i social network e il mobile diventa certamente più semplice utilizzare strategie di gamification efficaci.
Competizioni, sfide, superamento di livelli, cacce al tesoro… È già divertente farlo per gioco, meglio ancora per una concreta ricompensa!
È nato così Shake it di Coca Cola ad Hong-Kong: un’app da utilizzare durante gli spot del brand trasmessi in serata. Scuotendo il proprio cellulare davanti alla tv, i consumatori possono ottenere sconti, offerte e premi dai partner Coca Cola.
Anche l’iniziativa My Starbuck’s Reward ha incontrato un grande successo: i giocatori, iscrivendosi a My Reward tramite un’applicazione, ogni volta che acquistano un prodotto Starbucks ottengono una stella e vengono categorizzati in tre livelli di fedeltà. Questi punti si trasformano poi in offerte, premi e regali.

Anche se non si hanno le possibilità economiche di una multinazionale è possibile comunque utilizzare strategie di gamification per fare marketing: è quello che abbiamo fatto con Vittoria Assicurazioni, dove per aumentare la produttività della re

te vendita e far sentire coinvolti anche i collaboratori delle Agenzie, è stato ideato un programma di incentive basato sul concetto di sport di squadra.
Per i primi 3 anni lo sport utilizzato per il concept è stato il rugby, e il nome del programma era (coerentemente) In Meta per la Vittoria.

Per i 3 anni successivi si è usato il canottaggio, e il nome è stato cambiato in Uniti per la Vittoria: l’idea è far sentire Agenti e collaboratori di

Agenzia parte di un unico team, far capire l’importanza del lavoro di squadra, premiarlo e nel frattempo… divertirsi!
L’attività è stata suddivisa in gare trimestrali: gli Agenti, dopo aver scelto il nome per la propria squadra, si sfidavano a colpi di “nuova produzione”, e le 15 Agenzie che avevano raggiunto i migliori obiettivi di vendita venivano ricompensate facendo loro scegliere i premi da un ricco catalogo online.
Per i collaboratori sono invece state studiate diverse attività:

  • I “Rush & Win”, quiz bisettimanali dove si testava la conoscenza dei prodotti e dei valori aziendali
  • Vota lo striscione” e “Scegli il Motto”, concorsi semestrali dove venivano premiati i migliori “gridi di battaglia” e “motti” elaborati dai collaboratori.

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Divertimento, personalizzazione, semplicità e fedeltà… la rivoluzione è nella gamification!

Federica Berra

Il modo in cui mi approccio alla realtà è influenzato da una serie di elementi: il percorso di studi seguito (Scienze della Comunicazione), la passione per il mondo del marketing, Game of Thrones (ma anche Lost, Dexter, Buffy, Twin Peaks e le serie TV in generale). Mi affascina scoprire come ogni giorno venga inventato qualcosa di nuovo (nel mondo del tech, dei servizi, del food... ovunque!) e come la creatività sia la vera artefice di tutto ciò: e come dice Rodari «il processo creativo [...] – udite! Udite! – ha un carattere giocoso: sempre.»