Anche la pubblicità va in vacanza!

Coinvolgere senza annoiare, ingaggiare senza distrarre, divertire senza perdere di vista l’obiettivo; potrebbe sembrare il claim di una campagna pubblicitaria e invece si tratta semplicemente di Native Advertising, ovvero un tipo di promozione implicante e allo stesso tempo “delicata”. Negli ultimi anni è diventata la forma di advertising più utilizzata dai brand che intendono operare sul web in modo differente, non eccessivamente pervasivo, attraverso la creazione di contenuti ricchi che siano non solo stimolanti e coinvolgenti, ma utili per i lettori/prospect.

Fotolia: #188881696 | Autore: TheLicensingProject

L’era della pubblicità classica è ormai tramontata, diciamo addio ai suoi fastidiosi banner e tediosi messaggi promozionali, sui quali l’attenzione dei lettori è giunta a livelli minimi, tanto da dare origine al cosiddetto fenomeno del Banner Blindness, ovvero la capacità sviluppata dalle persone di perlustrare le pagine web attraverso percorsi visivi che riescono ad evitare tutto ciò che può interrompere la loro attenzione durante la lettura.

Ecco che entra in gioco il Native, con l’obiettivo di immergere la pubblicità all’interno del contesto e con essa anche il lettore, senza distrarlo ma catturando la sua attenzione per creare engagement.

Per capire meglio, immaginiamo il Native Adv come un camaleonte; per essere efficace deve assumere perfettamente la forma del contesto in cui è immerso, essere cucito su misura rispetto al contenuto che lo circonda, deve essere in grado di ereditare le funzioni della piattaforma su cui vive e offrire contenuti che non interrompano la navigazione ma risultino rilevanti e utili per l’utente.

giphy.com

Mettiamo da parte per un attimo tutte le acrobatiche definizioni che ci vengono fornite da autori ed esperti, e tastiamo con mano il fertile terreno del Native.

Esistono diverse tipologie di formato a riguardo, tutte valide e più o meno specifiche a seconda del tipo di promozione che si vuole realizzare. Le più popolari sono certamente quelle In-feed, riconoscibili sui social dai tag promoted post, le paid search, i widget con post raccomandati e i contenuti “custom”. Ne sanno qualcosa alcuni brand di fama internazionale, che per sfruttare le grandi potenzialità di questa nuova frontiera comunicativa, hanno realizzato dei programmi appositi, dai contenuti estremamente interessanti e “caccia-Millennials”.

Spotify.com

Netflix, assieme al Wall Street Journal, ha pubblicato sul proprio canale streaming un articolo completo di report sul mondo della cocaina e del business retrostante, in occasione delle nuove puntate della celebre serie “Narcos”; Airbnb ha realizzato sulla pagina del New York Times un vero e proprio sito incorporato, dal contenuto ricco e interattivo, sulla storia di Ellis Island all’epoca delle grandi migrazioni Americane; Spotify, nella sua versione più recente, ha permesso di abbinare ad ogni utente della piattaforma un personaggio di “Stranger Things” in base alle abitudini di ascolto e di stile musicale, cavalcando l’onda del successo della serie.

E in Italia?

Come riflesso del nostro bel Paese e della varietà culturale che lo circonda, i produttori/comici di Casa Surace (tra gli altri) hanno ideato uno spot per Fiesta, realizzando un esilarante video sulle differenze che scorrono dal nord al sud Italia durante il “break” pomeridiano.

Anche le popolari Tess Masazza e Giulia Valentina, hanno portato il loro mondo “influencer” agli occhi dei consumatori attraverso il Native, collaborando con Yves Rocher per la produzione di spot che presentano i prodotti del brand con un approccio totalmente differente ma estremamente stimolante.

Hotels.com ha dato vita a una campagna del tutto singolare. A prima vista può sembrare che i video, realizzati sotto forma di candid camera, non abbiamo nulla a che fare con il brand. In realtà, in questo modo, Hotels.com ha cercato di parlare con i Millennials attraverso un linguaggio differente, usando come filo conduttore della campagna gli scherzi realizzati da genitori ai propri figli, ancora riluttanti all’idea di andare via dall’hotel di “mamma e papà”. Le risate sono assicurate!

Il successo degli spot è certamente dovuto alle grandi doti dei protagonisti che riescono a cogliere nei loro video l’essenza italiana, in tutte le sue sfaccettature. A ciò si aggiunge la grande capacità comunicativa sia degli attori che del format stesso, grazie al quale la sfida di tenere incollati agli schermi i giovani “surfisti” del web, sembra quasi un gioco da ragazzi.

E allora diamo al Native ciò che è del Native!

Debora Vicario

Vivo su Pinterest, perché faccio l’Art! Amo tutto quello che è trend della comunicazione (linguaggi e tools). Soprattutto il visual! Perché tutto passa attraverso le immagini, e passa molto più velocemente! Mi piace pensare che "Creatività è l’abilità di vedere relazioni là dove non ne esistono ancora." (Thomas Disch) E se lo dice lui…