Le 3 tendenze della comunicazione visiva per il 2018

Il 2018 è iniziato all’insegna del cambiamento ma anche della continuità per quanto riguarda la grafica e tutto ciò che soddisfa il nostro senso della vista. Questo discorso vale anche e soprattutto per la pubblicità ed il marketing, ambiti nei quali la comunicazione visiva è forse la componente più incline al cambiamento.
Ci faremo aiutare a GettyImages, che come ogni anno, ha pubblicato i risultati delle sue ricerche basate sui dati raccolti. Non parleremo di profezie, ma delle vere e proprie tendenze che segneranno la comunicazione visiva per quanto riguarda il mondo del marketing e della pubblicità per questo 2018.

La prima categoria è chiamata Secondo Rinascimento. Si tratta della riproposizione di canoni e contenuti estetici che ormai consideriamo classici e parte della nostra cultura e della nostra arte. Volete un esempio? La copertina del disco di Solange Knowles, sorella della più famosa pop star mondiale Beyoncè. Si tratta di una chiara ispirazione alla Gioconda di Leonardo da Vinci. In cosa c’è innovazione per quanto riguarda questo Secondo Rinascimento? La spiegazione è ampia e varia. Il primo punto, meno dibattuto, è rappresentato dagli esperti di grafica ed arte visiva che stanno andando sempre di più verso un’idea di artigianalità. Siamo insomma lontani dai vecchi canoni da copertina patinata, in questo caso, la sensibilità visiva in questo 2018 vuole più spontaneità, più autenticità e lo fa anche a costo di sembrare, in prima battuta, quasi amatoriale. La seconda istanza di questo Secondo Rinascimento è la riproposizione sì di sensazioni di chiara ispirazione classica, ma una riproposizione che cerca di arricchirsi di elementi tipici dei giorni nei quali viviamo, elementi che vogliono rompere con certi stereotipi ormai passati. Ricordiamo per quanto riguarda la pubblicità, le campagne di Diesel con la campagna #GoWithTheFlow e Benetton con la rediviva collaborazione con Oliviero Toscani. La comunicazione visiva si rinnova e rinnega gli stereotipi di genere ed etnia, proponendo modelli di uomini e donne di ogni colore di pelle, magari con piercing e tatuaggi. Come se Leonardo per la sua Gioconda avesse usato come modella una cantante pop-soul statunitense afroamericana che veste Calvin Klein.

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Fonte: Clizbeats.com

La seconda categoria viene chiamata Realismo Concettuale. Il mercato dell’advertising ha voglia di osare, di cercare il realismo e di proporre modelli credibili. Con l’avvento dei social adesso anche i consumatori sono diventati autori di contenuti, la credibilità dei media tradizionali è diminuita e quindi l’imperfezione e un certo senso di onestà anche per quanto riguarda le immagini e la comunicazione visiva sono caratteristiche imprescindibili. Un esempio è Bodyform, la campagna firmata Clio. Questa campagna vincitrice di numerosi premi, anche al costo di sembrare pulp, mette sul tavolo la fatica (e mostra addirittura il sangue che è costato questa fatica) di chi persegue i propri obiettivi come una ballerina. La grazia del balletto è solo la facciata, dietro c’è sacrificio e lavoro: questo è il realismo che i consumatori vogliono nel 2018.

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Fonte: https://clios.com

Terza ed ultima categoria, GettyImages la chiama Mascolinità Imperfetta. Questa tendenza ribalta quasi completamente lo stereotipo della mascolinità, cercando di proporre degli spunti di riflessione a mo’ di apologia di un certo immaginario, anche pubblicitario, che vuole e pretende che ogni uomo sia un eroe infallibile, un individuo che fa della forza la propria bandiera. Come gli altri gruppi di tendenza, questo cerca di rivedere uno stereotipo e di riproporlo in maniera socialmente impegnata. Come? Un esempio è la campagna di Axe contraddistinta dall’hastag #IsItOkForGuys. Questa campagna, partendo dalle ricerche su Google, propone domande fatte da uomini in preda all’ansia sociale, uomini che chiedono ad un motore di ricerca se va bene essere magri, oppure se va bene non amare particolarmente gli sport. Alla base c’è un malessere, un senso di inadeguatezza che gli uomini, privi di sicurezza, sono costretti a risolvere con delle domande al motore di ricerca online più usato al mondo.

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Fonte: https://twitter.com

La pubblicità e il marketing hanno ormai smesso da tempo di indurre desideri nei consumatori. Grazie anche alle nuove tecnologie è possibile per loro intercettare maggiormente istanze ed esigenze del proprio target. Per quest’anno le persone cercano l’autentico e l’imperfetto. Sarà un anno di onestà ed anche la comunicazione visiva punterà tutto sulla trasparenza e sul realismo, anche per non risultare approssimativa, scontata e fuori moda. Forse solo un po’ nevrotica….

Debora Vicario

Vivo su Pinterest, perché faccio l’Art! Amo tutto quello che è trend della comunicazione (linguaggi e tools). Soprattutto il visual! Perché tutto passa attraverso le immagini, e passa molto più velocemente! Mi piace pensare che "Creatività è l’abilità di vedere relazioni là dove non ne esistono ancora." (Thomas Disch) E se lo dice lui…