DTS: un lieto fine tra fisico e digitale

Fisico o digitale? Questo è il problema.

Al contrario di quanto si possa pensare i negozi rimangono ancora i re indiscussi del regno del retail. Nonostante il digital e i canali di ricerca online siano in costante crescita, la maggior parte dei consumatori continua a prediligere il buon vecchio negozio per la fase d’acquisto.
È vero, più del 50% dei consumatori, in particolare per alcune categorie come abbigliamento, elettronica e gaming, prima dell’acquisto preferisce adoperarsi in rapide investigazioni online “fai da te”per confrontare più prodotti, più prezzi, raccogliere informazioni e recensioni circa l’esperienza degli altri clienti e mettere al vaglio tutte le molteplici declinazioni in cui il prodotto è offerto.

Fotolia: #143395665 | Autore: ipopba

Il canale fisico è più efficace, il canale digitale è più efficiente; il segreto è unire le forze.

Oggi i consumatori cercano esperienze che li sorprendano, e anche nel retailing, creare una journey e un’experience di valore e ricca di coinvolgimento è fondamentale.
Il motivo per cui la maggior parte dei customers continua a preferire il negozio fisico è semplice; le persone cercano nell’esperienza d’acquisto dialogo, empatia ed emozioni, contatto diretto e interazione con il brand e il prodotto. Costruire un percorso personalizzato e integrato è senz’altro un elemento che i retailer non possono trascurare nei loro piani strategici, anzi, è necessario sviluppare un ecosistema fatto di canali di comunicazione e fruizione, di programmi di loyalty che siano integrati e sinergici fra loro, fare in modo che online e offline parlino fra loro e garantiscano al cliente la massima esperienza attesa e realizzata.

Ormai è risaputo, le strategie di multi e omnicanalità stanno diventando il pane quotidiano per molte aziende che cercano ogni giorno di innovarsi, di svecchiare la propria immagine e rimanere competitive nel campo da gioco del retail.
Molte di queste hanno reagito costruendo le sinergie richieste su azioni strategiche di Drive to Store, per consentire ai propri canali fisici di essere costantemente alimentati dal flusso virtuoso prodotto dal web. Non parliamo solo di incrementi nel sell out, gli obiettivi vanno oltre, verso la massimizzazione dei risultati ricavati sul traffico generato Drive to Store, in termini di awareness, engagement, ROI e prospettive strategiche future.

Il successo di una strategia drive to store risiede nella capacità di trovare un tool che crei engagement, in grado di agganciare l’attenzione del target audience in un contesto iperpopolato come quello del web. Il segreto è creare il contenuto dell’engagement che incentivi e inviti il cliente a proseguire la relazione con il brand, online e in-store.
In parole semplici, è compito dei brand trovare l’espediente geniale e creativo per “rubare l’anima” al consumatore.

Focus.it

La Social Sheep View 360 è un esempio emblematico di come il Drive to Store possa funzionare anche quando lo store è un intero territorio. L’ufficio turismo delle Faroe Islands è riuscito a trovare un modo estroso e brillante per sopperire alla mancanza di Google Street View nella regione, come? Utilizzando come trasporto per le telecamere le pecore selvatiche delle isole, permettendo così di mostrare al popolo del web, attraverso uno storytelling, le bellezze delle Faroe Islands e di rendere virale il contenuto attraverso l’hashtag #WeWantGoogleStreetView. La popolarità del video non si è fermata sui social ma ha incredibilmente prodotto un aumento delle visite nell’arcipelago del 20%!

Facebook: @SWAROVSKI.Italy

#EverydayLove ha portato al successo la strategia drive to store del noto brand austriaco Swarovski, guidata dall’agenzia Tribe a cui è stato affidato l’incarico di promuovere e incentivare il ritorno dei clienti negli stores Swarovski, in un periodo di scarso turnover. L’originale concept ha permesso al progetto di attivazione social to store di interagire con i clienti a partire del web e, attraverso calls to action, campagne social e piattaforme di engagement on e offline, di dare un nuovo impulso al flusso di consumatori negli stores fisici.

Dunque, appare chiaro come le strategie aziendali oramai non possano più prescindere da un qualunque tipo di attività di integrazione fra canali, che permetta di massimizzare il valore identificativo promosso dai brand. È necessario rinnovarsi, rimettersi in gioco, eventualmente rischiare, tenendo sempre bene a mente che “Nel business come nella vita il rischio è un elemento essenziale. Chi non assume rischi non può avere successo” (R. Branson).

E per non rischiare di non rischiare, Brand, fidatevi del Drive to Store!

Augusta Angelino

Sono Responsabile Comunicazione e Marketing di Sint dal 2005, mi considero una persona con un forte istinto creativo. Sono attratta da tutto ciò che può dar sfogo alla mia creatività, specie in termini visivi e di espressività corporea. Come Executive Senior Account e Project Manager sono costantemente a contatto con realtà aziendali le più diverse e nei più svariati settori, fonte costante di esperienza ed apprendimento sui temi del marketing e della loyalty.