Drive to…? Dal digital agli stores in un batter d’occhio.

È innegabile, le attività omnichannel sono ormai divenute parte integrante delle strategie aziendali del terzo millennio.

Fotolia: #200636325 | Autore: nanuvision

Nessun brand può pensare di sopravvivere nell’arena competitiva senza implementare una strategia vincente che stimoli e aumenti il flusso di clienti e il loro engagement in maniera continuativa. Sono immersi in una dimensione che plasma e cambia forma alla velocità della luce, una dimensione in cui i consumatori chiedono “sempre più e sempre meglio”. Servono strumenti nuovi, originali, coinvolgenti per far sì che i clienti diventino parte integrante del mondo sinergico aziendale e fonte stessa della Brand Power.

Molte aziende hanno trovato la risposta nel “Drive to”, nonché in attività e tecniche di vendita ideate ad hoc per accompagnare il cliente dal digitale al fisico e viceversa.
Durante questa “passeggiata di coppia”, l’azienda offre al consumatore la possibilità di entrare in contatto con il brand nella maniera preferita e per mezzo di un qualunque tipo di strumento o device tecnologico, grazie a una variegata gamma di touchpoint disponibili lungo tutti i canali d’interazione.
Si tratta di una risorsa inesauribile e molto potente, una vera e propria arma che permette non solo di agire in maniera customizzata, grazie al lavoro svolto dagli analytics, ma di suscitare quel coinvolgimento emozionale tanto osannato dal marketing esperienziale.

I consumatori vengono sedotti dall’interesse mostrato dall’azienda nei loro confronti, testano il brand e, se l’appuntamento va a un buon fine, si crea valore. A questo punto è necessario continuare il corteggiamento finché la customer satisfaction non si sviluppi in un solido legame di fiducia con il cliente, il quale probabilmente diventerà assiduo frequentatore del sito, del blog, della piattaforma e-shop o dei canali social.

Questo rappresenta un passaggio fondamentale per le aziende che stanno percorrendo la strada del Drive to Store e del Drive to Web, e che lo alimentano attraverso l’implementazione di strumenti efficaci, dai più tradizionali, come newsletter, web community, blog, social, fino ai più innovativi.

Tra le ultime chicche del mondo digital troviamo alcune proposte interessanti come le App geo-localizzate, che utilizzano la tecnologia GPS per agire su un gruppo mirato di consumatori targettizzati in base alla distanza territoriale; la tecnologia Beacons, realizzata su raffinati sistemi Bluetooth posizionati all’interno degli stores che riconoscono i dispositivi mobile dei consumatori, consentendo di inviare loro messaggi e promozioni customizzate in tempo reale; la Gamification, che sfrutta il coinvolgimento ludico per far leva su un target di giovani Millenials.

www.starbucks.com

“Invia un messaggio con il testo WOOHOO per ricevere notifiche con sorprese dedicate” è un esempio della call to action “Happy Hour” che Starbucks ha rivolto a tutti i suoi clienti, invitandoli ad entrare nei one-brand store stimolati da promozioni personalizzate sui prodotti di punta del Brand, fra cui il famoso Frappuccino, la cui campagna di rilancio ha avuto seguito su tutte le piattaforme social. I social network, come le community, sono strumenti da non sottovalutare, molto efficaci non solo per condurre i clienti dal digitale al fisico, ma soprattutto per riconnettere la brand experience “Store to Web”, per esempio attraverso azioni di condivisione “live” di post e selfie con i prodotti.
Timberland ha invece optato per una campagna adv Drive to Store guidata dalla logica del proximity marketing, coinvolgendo non sono i clienti abituali del brand, ma tutti i prospect in prossimità fisica dei negozi monomarca.

Si tratta nel complesso di azioni molto efficaci che danno evidenza dei risultati già sul breve periodo, ma per realizzare una strategia Drive to Store incisiva serve ben altro della semplice strategia da saldi fatta di coupon e di promozioni al 20%.

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L’ha capito bene Polaroid, che per la sua linea eyewear ha puntato sulla musica, sfruttando la collaborazione con Spotify. L’idea è vincente e consiste nel dar vita a una campagna di talent scouting tutta disputata sui rooftop delle più belle città europee. Il progetto prevede inoltre un’amplificazione digitale estesa a tutti i canali social del brand. L’obiettivo è sempre il medesimo; aumentare la brand awarness, portare il nome di Polaroid sulla bocca del più ampio target possibile, renderlo visibile, attraente e desiderabile, ma soprattutto raggiungibile, e realizzare il tutto attraverso azioni alternative, avvolte dall’atmosfera tipica del “Generation Y mood”.

In fin dei conti la sfida da vincere è una sola; riuscire a raccontare la medesima storia su tutti i touchpoint, allestendo ogni volta una scenografia diversa per ognuno di essi.
Ma per farlo, c’è bisogno di raccontare la storia come fosse la fiaba più bella di sempre.

Augusta Angelino

Sono Responsabile Comunicazione e Marketing di Sint dal 2005, mi considero una persona con un forte istinto creativo. Sono attratta da tutto ciò che può dar sfogo alla mia creatività, specie in termini visivi e di espressività corporea. Come Executive Senior Account e Project Manager sono costantemente a contatto con realtà aziendali le più diverse e nei più svariati settori, fonte costante di esperienza ed apprendimento sui temi del marketing e della loyalty.