Dal passato al futuro in un tech!

Il fenomeno dell’Insurtech è ormai esploso ed è in forte competizione con il tradizionalista settore assicurativo, che mostra parecchie difficoltà nello stare al passo con i ritmi veloci e dinamici di Millennials e Generation Z.

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Gli approcci di 20 anni fa non funzionano più come una volta, i mercati odierni hanno mutato i Business Model di molti, troppi settori, e quello assicurativo non fa eccezione.
Le compagnie di Insurance devono entrare nell’ottica per cui, per potersi interfacciare con il pubblico giovane, figlio dell’era digitale e cresciuto nella velocità evolutiva dell’innovazione tecnologica, devono cambiare volto: questa “rivoluzione” culturale deve essere fatta il più in fretta possibile.

Per creare quell’intesa necessaria che possa riavvicinare il mondo dell’Insurance ai Millennials, è necessario innanzitutto capirne gli interessi e i bisogni, e farne il punto di partenza per il rilancio dei prodotti assicurativi.

Sostenibilità, responsabilità sociale, mobilità e connessione “always on”, atteggiamento aperto e cosmopolita, contenuti personalizzati, divertenti e utili, experience di valore ed elevato interesse per le novità, sono questi alcuni dei caratteri che contraddistinguono gli avventori del XXI secolo, cittadini del mondo, appassionati di tutto ciò che rappresenta innovazione e cambiamento.
L’ondata disruptive ha dato una scossa alle iniziative tech based applicate al mondo assicurativo, che giorno per giorno si diffondono e si sviluppano sulla scia di alcuni trends che stanno trasformando il settore dell’Insurance in Insurtech.

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Uno dei metodi più interattivi per entrare in relazione con i clienti, coinvolgendoli in modo divertente e curioso, è senz’altro la cara vecchia gamification, arma formidabile ed efficace, che consente alle Insurance companies di intrattenere i clienti, non come tali ma come “giocatori”.
L’obiettivo è customer centric e consiste nell’assottigliare sempre più la distanza tra assicurati e assicuratori, separati dal poco engagement, causato dalla freddezza della tradizionale gestione assicurativa, e da modelli troppo complessi e fuori mano. I giocatori “insured” sono stimolati attraverso game design, livelli da superare, punteggi e concorrenza degli altri partecipanti, tutti elementi che incoraggiano i clienti a ridurre il moral hazard e ad assumere comportamenti meno lesivi per sé e per gli altri. Un po’ nomadi un po’ vagabondi, i millennials sono sempre connessi, in ogni momento e in ogni luogo, hanno bisogno di servizi a portata di smartphone e disponibili nell’immediato.
Il mondo delle assicurazioni ha risposto con l’Instant Insurance abbinato a sistemi di blockchain e learning machine che permettono di offrire un servizio rapido, efficiente e soprattutto sicuro da rischi di frode, proprio come ha realizzato la startup italiana Poleecy, piattaforma di Istant Insurance e micro polizze, le quali vengono somministrate ai clienti tramite un sistema ad algoritmi che abbina le esigenze ai prodotti assicurativi compatibili.
Ancor più rivoluzionaria è l’americana Lemonade, la quale, oltre ad aver realizzato un modello assicurativo P2P che fa leva sulla customer experience e sulle frontiere tecnologiche dell’Insurtech, ha fondato il business model della company su un progetto di responsabilità sociale, rispondendo così alle esigenze dei millennials di maggior attenzione al tema. Il meccanismo è semplice; Lemonade chiede ai suoi clienti, al momento della stipulazione della polizza, di nominare un ente benefico al quale, a fine anno, verrà devoluto l’ammontare dei premi versati dagli assicurati, al netto delle spese per sinistri. Si tratta di un business etico, di un’assicurazione “più buona” che, inconsciamente, guida i clienti verso comportamenti migliori e a una relazione più “umana” e coinvolgente con la company.

I dati dimostrano che, rispetto alla media europea, la penetrazione delle assicurazioni in Italia è ancora molto bassa. Per stimolarne lo sviluppo, un’altra giovanissima startup italiana ha pensato di dar vita ad un modello basato sulla sharing economy. DarwInsurance fa del rewarding il suo punto di forza; ogni cliente viene annesso ad un gruppo di assicurati, secondo la tipologia di polizza stipulata, il quale si vedrà rimborsato il premio pagato nel caso in cui riesca a tenere basso il livello di sinistri, ottenendo così una sorta di “cashback” del 20%.

Il futuro dell’Insurance assume in questo modo dei connotati diversi, nuovi, dinamici e high tech. Non c’è più spazio per i tradizionalismi e per i modelli vecchio stampo, freddi, distaccati e complessi. Anche il mondo delle assicurazioni si sta avvicinando sempre di più alla new economy e a un modello inclusivo, il cui fulcro, non sono solo più polizze e sinistri, bensì le persone e, ancor di più, i giovani, il vero futuro.

Federica Berra

Il modo in cui mi approccio alla realtà è influenzato da una serie di elementi: il percorso di studi seguito (Scienze della Comunicazione), la passione per il mondo del marketing, Game of Thrones (ma anche Lost, Dexter, Buffy, Twin Peaks e le serie TV in generale). Mi affascina scoprire come ogni giorno venga inventato qualcosa di nuovo (nel mondo del tech, dei servizi, del food... ovunque!) e come la creatività sia la vera artefice di tutto ciò: e come dice Rodari «il processo creativo [...] – udite! Udite! – ha un carattere giocoso: sempre.»