Cose che abbiamo imparato al MailUp Marketing Conference

Giovedì e venerdì scorso abbiamo partecipato alla seconda edizione del MailUp Marketing Conference, due giornate (formula bootcamp + conference) intensissime, ricche di nozioni, tecniche, strategie e spunti.

Ecco cosa ci ha colpito di più:

  • OCEANO ROSSO E OCEANO BLU
    In un mercato pieno di stimoli e concorrenti (il cosiddetto oceano rosso), il brand che si vuole distinguere deve (tra le altre cose) chiedersi, “ma io, che problema del mio cliente risolvo?”. Il posizionamento, per un brand, è l’opposto della comunicazione: bisogna partire dall’interlocutore e cercare uno spazio libero nella sua testa (il cosiddetto oceano blu) che io, come brand, possa riempire. Come farlo? Diventando, per il mio cliente, la risposta a uno dei suoi problemi.
  • GOOGLE E DON ABBONDIO
    Provate a googlare “Don Abbondio”: Google non fornisce solo una serie di link sui quali cliccare per approfondire la ricerca, ma ormai indica direttamente quella che secondo lui è la risposta al vostro quesito (e la maggior parte delle volte, per informazioni ancora relativamente semplici, ci prende). Il passaggio di cui siamo testimoni è quello della trasformazione da motore di ricerca a motore di risposta, in un mondo in cui l’azione attiva dell’utente è sempre meno necessaria.
  • ALEXA VS IL CONIGLIETTO DELLA DURACELL
    I voice assistant sono senza dubbio i capofila del cambiamento di cui sopra: cambiamento che per i brand sarà disruptive visto che il mondo in cui competeranno sarà sempre più composto da interazioni di questo tipo: “Alexa, comprami delle batterie nuove” “Ok, prendo quelle in offerta?” “Sì procedi con l’acquisto”. E non ci sarà coniglietto della Duracell che tenga. La fine dei brand come li conosciamo noi è arrivata, e il suo nome è Alexa.

    I brand spariranno? No, dovranno solo trovare il modo più furbo di sfruttare questi cambiamenti, posizionandosi in “luoghi” diversi.

  • NUOVI LUOGHI, NUOVE CONVERSAZIONI
    E quali sono questi nuovi luoghi? Non è possibile dirlo con certezza, ma il tema del MMC, ovvero il marketing conversazionale, prova a dare delle risposte, o almeno a porre nuove domande per avvicinarsi il più possibile a questi nuovi luoghi. La conversazione è il pilastro della costruzione di un’esperienza e con marketing conversazionale si intende la ricerca di clienti e prospect nei luoghi digitali dove si svolge la reale conversazione tra le persone (ad ex. le app di messaggistica): è a questa logica di relazione che deve tendere sempre più la comunicazione dei brand, la sfida sarà comprendere, agire, calare le strategie lì dove sono attive le conversazioni tra le persone.
  • DESIGN THINKING: DA OUTSIDE-IN A INSIDE-OUT
    Secondo il Design Thinking, metodologia di problem solving capace di coniugare competenze analitiche ad attitudini creative, le aziende di oggi sono sature di processi di innovazione outside-in (che si basano su elaborare delle risposte alle richieste espresse dal mercato) e avrebbero invece necessità di processi inside-out che al contrario prendono spunto da visioni sviluppate all’interno delle organizzazioni per diventare proposte verso il mercato. Non propongo al mercato quello che mi chiede oggi, sarebbe troppo tardi e probabilmente l’ha già fatto qualcuno: propongo invece quello che il mercato vorrà domani. La vera sfida dell’innovazione è trasformarsi in aziende che invece di proporre semplicemente nuovi prodotti sul mercato, diventano capaci di fare un regalo al mercato.

E’ impossibile citare con completezza tutti gli spunti interessanti e le idee nate da queste due giornate: quello che è evidente con sempre maggior chiarezza è che non bisogna sottovalutare nessuna novità del mercato valutandola sotto l’ala della moda del momento, e bisogna essere capaci di trarre opportunità soprattutto da quelle situazioni che ci mettono più in crisi: l’innovazione passa soprattutto da questo.

Federica Berra

Il modo in cui mi approccio alla realtà è influenzato da una serie di elementi: il percorso di studi seguito (Scienze della Comunicazione), la passione per il mondo del marketing, Game of Thrones (ma anche Lost, Dexter, Buffy, Twin Peaks e le serie TV in generale). Mi affascina scoprire come ogni giorno venga inventato qualcosa di nuovo (nel mondo del tech, dei servizi, del food... ovunque!) e come la creatività sia la vera artefice di tutto ciò: e come dice Rodari «il processo creativo [...] – udite! Udite! – ha un carattere giocoso: sempre.»