Black Friday: tiriamo le somme.

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Le previsioni ci avevano già sussurrato all’orecchio le cifre da record che quest’anno sarebbero state raggiunte, ne avevamo già parlato qui; il Black Friday non smette di stupire e i risultati del 2018 hanno effettivamente toccato l’apice.

Durante i “Turkey 5” (i giorni che intercorrono tra il Thanksgiving Day e il Cyber Monday) il mondo del commerce ha assistito ad una crescita globale degli acquisti pari al 42% che ha toccato il picco massimo proprio nel lunedì dedicato agli acquisti virtuali, confermando il Cyber Monday 2018 come il giorno in cui si sono registrate più vendite nella storia americana. Circa 1/3 degli acquisti sono stati eseguiti tramite dispositivi mobile (smartphone e tablet), il 94% è stato generato dal traffico social veicolato da Facebook e Instagram fino ai siti di retail.

Paradossalmente, nella Black Week più famosa della storia, i consumatori non hanno badato a spese e si sono concessi circa 120-130 euro in media, per lo più “sperperati” in prodotti tecnologici e sportivi sulle piattaforme di e-commerce più famose del Web, fra le quali non si può non citare la gloriosa Amazon, il cui CEO Jeff Bezos ha affermato con orgoglio che per Amazon è stato il giorno record di vendite nella storia dell’impresa; negli USA le cifre ammontano addirittura a 8 miliardi di spesa complessiva!

Ma anche l’Italia non è stata da meno e, con grande stupore, i risultati hanno mostrato un’impennata dei consumi nei giorni del Black Friday e del Cyber Monday con un bel segno positivo, un +25%, di cui più della metà è stato generato da acquisiti mobile, a dimostrazione di come anche la cara vecchia Italia riesca a stare al passo con il vorticoso e il dinamico mondo dello shopping online; interessante è scoprire che in realtà nella pole position degli italiani che hanno fatto acquisiti durante il venerdì nero e tramite smartphone, sono stati in maggioranza adulti di età compresa fra i 35 e i 45 anni, solo in seconda posizione i Millennials.

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Purtroppo, come ci si aspettava, i risultati non sono stati altrettanto floridi per i dettaglianti e per il mondo del retail fisico in generale. Secondo Confesercenti solamente 1 negozio su 2 ha registrato maggiori vendite rispetto all’anno scorso, in particolare per le categorie di abbigliamento e accessori. Il flusso di consumatori è stato positivo nella giornata del venerdì black, ma già il sabato successivo il traffico medio e gli acquisti sono tornati in calo e nella media dell’anno; quasi il 70% dei commercianti ha dichiarato che le giornate del Black Friday non sono state sufficienti a invertire il trend negativo delle vendite del 2018, un’amara verità acuita dalla preoccupazione che la cultura dello “sconto tutto l’anno” diventi una malsana abitudine che, per i piccoli dettaglianti, significherebbe l’impossibilità di reggere la concorrenza.

Si sa, la regola del Black Friday è che non ci sono regole; la popolarità dell’evento l’ha reso virale al punto di permettergli di conquistare, da un giorno, un’intera settimana, se non un intero mese. Ha reso il 2018 il miglior anno per le vendite della Black Week online e al contempo il peggior anno fra gli ultimi cinque per il commercio al dettaglio; ecco il paradosso del web, capace di aprire i confini del commercio oltreoceano, di permettere ai consumatori di allargare il mercato di riferimento e le possibilità di scelta a disposizione con un “click” di tastiera, senza impedimenti e difficoltà, facendo scontare cara la pena a chi è rimasto ancora ancorato al mondo fisico dei negozi “sotto casa”.

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Forse anche per i piccoli commercianti è giunto il momento di cambiare direzione e prospettiva, di abbandonare il vecchio e di volgere lo sguardo verso il nuovo, per riuscire a trovare quel punto di contatto in cui fisico e virtuale possano fondersi in una soluzione innovativa e alla portata di tutti.

Augusta Angelino

Sono Responsabile Comunicazione e Marketing di Sint dal 2005, mi considero una persona con un forte istinto creativo. Sono attratta da tutto ciò che può dar sfogo alla mia creatività, specie in termini visivi e di espressività corporea. Come Executive Senior Account e Project Manager sono costantemente a contatto con realtà aziendali le più diverse e nei più svariati settori, fonte costante di esperienza ed apprendimento sui temi del marketing e della loyalty.