Assistente personale telefonico: We Love You!

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«Non ho tempo».

Quante volte al giorno esprimiamo questo concetto e le sue infinite varianti («Lo farei ma non so quando!», «Ho troppe cose da fare», «Sono troppo presa/o»)?

Questo sentimento è talmente onnipresente ormai, che secondo il Randstad Employer Brand 2017, l’elemento più importante per gli italiani in un posto di lavoro non sono i benefit, non è la sicurezza del posto o un lavoro stimolante, ma il work life balance, ovvero la capacità di bilanciamento equilibrato tra lavoro e vita privata.

Cosa vuol dire?
Significa in parole povere che ormai la nostra percezione è di avere poco tempo libero per “lo svago”.

Come fare allora?
Non resta che affidarsi ad un elemento terzo, che possa aiutarci a sveltire quanto meno le incombenze quotidiane: il segretario virtuale.

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La figura del segretario virtuale (o assistente personale telefonico) è nata negli Stati Uniti sul finire degli anni ’90 e sbarcata attorno al 2000 anche in Italia.
Viene utilizzata ormai moltissimo sia da privati che da PMI e liberi professionisti: ai primi permette una (più che desiderata) ottimizzazione del tempo, ai secondi dà anche la possibilità di aggiungere un tocco personale al rapporto coi clienti.

Ma non serve un assistente personale reale, ci sono già i chatbot!
Certo, i chatbot possono aiutarci a trovare quello di cui abbiamo bisogno e sono programmati per la massima efficienza ma, per l’appunto… sono programmati.
Non solo avere a che fare con una persona mi rende meno diffidente, ma solo un essere umano può entrare in empatia con me, interpretare i miei bisogni e trovare la soluzione più adatta alle mie esigenze (anche “uscendo dal seminato”, quindi andando oltre quanto io posso avergli suggerito).
Sicuramente il chatbot è un supporto ottimale per le attività di customer care ma probabilmente il suo utilizzo dovrà sempre essere integrato da una componente umana.

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In conclusione, oggi, si può davvero pensare di fare a meno di un elemento che permette alle aziende di guadagnare in immagine, che garantisce un livello di prestazione elevato, che è più che richiesto dal consumatore finale e che quindi contribuisce alla fidelizzazione dello stesso?

La risposta la conosciamo tutti.

(Ed è no.)

Federica Berra

Il modo in cui mi approccio alla realtà è influenzato da una serie di elementi: il percorso di studi seguito (Scienze della Comunicazione), la passione per il mondo del marketing, Game of Thrones (ma anche Lost, Dexter, Buffy, Twin Peaks e le serie TV in generale).
Mi affascina scoprire come ogni giorno venga inventato qualcosa di nuovo (nel mondo del tech, dei servizi, del food… ovunque!) e come la creatività sia la vera artefice di tutto ciò: e come dice Rodari «il processo creativo […] – udite! Udite! – ha un carattere giocoso: sempre.»